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SWEET SWEET MOON

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Mercoledi 26 marzo Sweet Sweet Moon dall'Austria a Birreria 34.

Il giovane polistrumentista austriaco Matthias Frey, responsabile pressoché assoluto del progetto Sweet Sweet Moon, si presenta come il classico artista ribelle. Sul palco si muove con disinvoltura, piegando il suo violino a milleuno usi più o meno ortodossi, mescolandolo a una buona dose di synth, distorsioni e ricreando un suono pieno ed orchestrale grazie al lauto impiego del suo più fedele compagno, come lo definiscono i suoi mecenati della Siluh Records: il loop pedal. Di persona è invece schivo e finanche un po' discolo. Quando lo incontro nel backstage del festival Europavox fatica un po' a dischiudersi ai doveri promozionali. Di formazione classica, Matthias è passato dal sound ovattato delle sue prime ballad acustiche, raccolte nell'EP Pompidou, ad atmosfere decisamente più ambiziose, in cui gli archi e l'elettronica rincorrono un folk impressionistico tutt'altro che convenzionale. La scorsa estate il video di una sua esibizione dal vivo del pezzo I See Things That You Don't See And That Is Blue, Blue, Black And Dylan (dedicato a un quadro che l'amico Patrick mi dice di aver realizzato per Matthias ispirandosi a Dylan Thomas) su YouTube guadagnava in breve tempo qualche centiaia di migliaia di visite, attirando nuovi estimatori incuriositi dal suo stile vocale, un po' scapestrato in quella sua libertà freak. Oltre a un prevedibile Owen Pallett c'è anche Beirut nel novero dei facili accostamenti: non è un caso che Matthias abbia inciso un'elegante cover di My Night With The Prostitute From Marseille.

 

 

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Birreria 34
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